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05-02-2010 -
La cooperazione sociale nel welfare piemontese
Un sistema di welfare caratterizzato dalla presenza di una rete di servizi strutturata e matura, fortemente integrata fra pubblico e privato no profit, nella quale un ruolo determinante è giocato dalla cooperazione sociale, che risulta in costante crescita, tanto che a fine 2009 occupava circa 30.000 addetti con un incremento del 68% negli ultimi sei anni. E’ la fotografia scattata dalla ricerca “La cooperazione sociale in Piemonte - Le cooperative di tipo A”, realizzata a cura dell’assessorato al Welfare della Regione e presentata il 3 febbraio a palazzo Lascaris a Torino.
La pubblicazione fornisce un quadro qualitativo e quantitativo della realtà della cooperazione sociale di servizi alla persona, esponendo ed illustrando i dati relativi alle cooperative iscritte nell’albo regionale, e e rappresenta il completamento di un percorso di regolamentazione e valorizzazione della cooperazione sociale portato avanti in questi anni.
Nel maggio del 2006 la Giunta regionale approvò una delibera che stabiliva indirizzi e dettava regole per disciplinare i rapporti tra gli enti pubblici e i soggetti del Terzo settore: particolare attenzione veniva rivolta alla piena espressione della progettualità da parte del soggetto gestore, all’esclusione del ricorso a forme d’intermediazione di manodopera, alla considerazione, nella determinazione del prezzo base, del costo del lavoro, nonché alla valutazione degli aspetti qualitativi del servizio nella fase d’affidamento ed al controllo del mantenimento degli stessi nella fase di esecuzione del contratto. Contemporaneamente, si avviava un’azione di osservazione sull’applicazione della delibera, per rilevarne criticità ed individuare possibili azioni di governo del mercato sociale, i cui risultati sono stati raccolti nella primavera del 2009 nella pubblicazione “Affidamenti dei servizi alla persona nel sistema di welfare regionale”, realizzata dall’Ires Piemonte.
“Questa nuova ricerca - ha osservato l’assessore regionale al Welfare, Teresa Angela Migliasso - si pone come strumento utile per gli amministratori, gli operatori pubblici e i diretti interessati per trarre indicazioni e spunti. Per realizzare una rete di protezione sociale efficace risulta fondamentale disporre di informazioni puntuali ed aggiornate sugli operatori del sistema, che debbono essere conosciuti e considerati a partire dalla loro identità e dalle caratteristiche specifiche che li contraddistinguono. Malgrado la situazione di crisi che ha investito importanti settori dell’economia piemontese, le cooperative sociali sono aumentate di numero e per addetti, coprendo un importante segmento dell’economia. Il fenomeno - ha sottolineato - ha permesso di mantenere adeguati standard di welfare in regioni avanzate come la nostra e dato risposta alla sempre crescente domanda di servizi, nonostante la pesante diminuzione di capacità di spesa del settore pubblico, dovuta in primo luogo alla costante e pesantissima riduzione del Fondo nazionale delle politiche sociali. Il Piemonte ha invece fatto il contrario: dal 2005 al 2009 l’incremento della totalità delle erogazioni ai consorzi socio-assistenziali è passata da 166 a 243 milioni di euro. E’ stata un’importante scelta politica, perché crediamo che l’infrastrutturazione e la coesione del tessuto sociale sul territorio siano una delle condizioni basilari per la ripresa economica, su cui la Regione ha investito in questi anni rilevanti quote delle proprie risorse”.
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