Ogni bambino è un progetto a sé, con un bagaglio di potenzialità, di talenti che devono essere individuati e stimolati: quelli che seguiamo hanno sempre qualcosa in più, sia sul piano personale (una storia difficile o una disabilità) sia per quanto noi cerchiamo di dare loro, umanamente e professionalmente.

Poiché ogni bambino, ogni ragazzo, è il prossimo adulto che dovrà confrontarsi con il mondo, la nostra esperienza e i nostri metodi abbinano grandi competenze ad educatori specializzati, individuati anche tra quelli che più sanno costruire buone relazioni, costanti nel tempo, per tutto il percorso.

LE MACRO AREE 

  1. Caratteristiche del progetto di servizio e livello di innovazione

Il servizio asilo nido ospita bambini dai 3 mesi ai 3 anni. Gli asili nido gestiti dalla Cooperativa il Margine sono due entrambi situati nel comune di Grugliasco.

Presso la struttura sita in via Fratel Prospero 44 nel 2016 è stata aperta una sezione di scuola dell’infanzia paritaria privata, creando così Il centro per l’infanzia Bambini di Terezin 0/6

Il progetto educativo, può considerarsi condiviso tra le due strutture (asili nido e scuola dell’infanzia) per linee pedagogiche e per metodo; ci si è dotati come strumento per perseguire l’obiettivo di un’unica “allargata” equipe di lavoro.
Il nido deve anche essere un luogo di informazione, formazione e confronto tra operatori e genitori in relazione alle problematiche legate alla crescita ed educazione dei loro bambini. La continuità educativa tra asilo nido e famiglia prevede un confronto assiduo sulle esigenze del bambino, sulle modalità per soddisfarle e sui progressi ottenuti sul piano affettivo, cognitivo, sociale, motorio sia al nido sia a casa. É quindi fondamentale che tra nido e famiglia vi sia la condivisione delle esperienze educative offrendo ai genitori la possibilità di partecipare a momenti di incontro.
L’innovazione sta nella proposta di incontro che è di scambio, collaborazione e esperienza condivisa con le famiglie con mattinate di laboratorio al sabato mattina o in orario di chiusura (dopo le ore 18.30) con le famiglie frequentati e aperte anche al territorio (open day) .

  1. localizzazione e peculiarità strutturali

Centro per l’infanzia BAMBINI DI TEREZIN
via Fratel prospero 44

  • Asilo nido ospita 45 bambini (9 lattanti 36 divezzi divezzini)
  • Sezione scuola dell’infanzia ospita 20 bambini dai 3 ai 6 anni

Asilo nido PIMPARADISO
Viale Radich 4/6:

  • ospita 35 bambini (8 lattanti e 27 divezzi divezzini)
  1. capacità di mettere in rete risorse interne ed esterne

Gli asili collaborano a livello territoriale con le altre realtà confrontandosi su tavoli istituzionali e non in merito a risorse iniziative e opportunità che permettano l’attivazione di reti e risorse per le famiglie che frequentano le strutture, un esempio è il Progetto d’Altro Tempo in collaborazione con Compagnia di San Paolo.

La collaborazione con altre realtà della cooperativa (L’orto che Cura, la comunità Dinamika) sono attive e arricchenti permettendo un’offerta formativa sempre più ampia.

  1. approccio metodologico

La progettazione delle attività, prevede sempre la partecipazione attiva delle persone coinvolte. Come enunciato nel progetto del Centro per l’infanzia Il bambino, ma anche l’adulto, è quindi parte attiva del suo processo educativo, protagonista del suo sviluppo e del suo apprendimento.
Il Centro per l’infanzia è quindi luogo in cui ogni bambino può sviluppare una sua identità consapevole e aperta verso le altre culture con cui si troverà a costruire una nuova socialità.
La documentazione puntuale tramite cartelloni e foto e relazioni permette a tutti gli attori di essere il più possibile consapevoli dei propri passi e del proprio percorso di crescita.

 

CARTE DEL SERVIZIO E P.T.O.F.

 

  1. Caratteristiche del progetto di servizio e livello di innovazione

Progetto: Educativa Domiciliare- di Comunità- territoriale-luoghi neutri

Si rivolge ai minori (0-18) e al loro sistema parentale con situazioni familiari multiproblematiche e a rischio di devianza oppure presenza di  disabilità . Il servizio si concretizza in un supporto relazionale ed educativo dell’operatore a singoli ragazzi, bambini o gruppi e il loro sistema familiare ed ambientale.

Personale impiegato: educatori professionali con competenze specifiche di sostegno alla genitorialità

Principali piani di lavoro

  • Presa in carico individuale dei minori e delle loro famiglie: l’obiettivo è quello di favorire uno sviluppo positivo delle relazioni fra minore e familiari attraverso la promozione del dialogo e di una comunicazione chiara ed efficace.
  • Attività individuali e di gruppo dei minori seguiti: vengono organizzate delle attività rivolte al minore con rapporto individualizzato, oltre alla realizzazione di attività di aggregazione e socializzazione con altri bambini/ragazzi
  • Attività rivolte ai gruppi: le attività proposte sono finalizzate alla promozione di esperienze aggregative e di socializzazione tra pari … svago, creatività e attività libere, gradite dai giovani (si utilizzano giochi quali il tavolo da ping-pong, calcio balilla, giochi di società, musica, computer ecc..). Le iniziative sono proposte e condotte da personale educativo attento, sensibile e professionalmente preparato
  • Incontri di “luogo neutro” o “diritto di visita”: gestione degli incontri in luoghi protetti fra minori e i loro genitori. Il servizio si rivolge a nuclei familiari che presentano problematiche e conflittualità che precludono la possibilità di mantenere rapporti stabili, costanti e sereni con i figli minori per i quali l’Autorità Giudiziaria ha emesso un provvedimento.
  • Sostegno alla genitorialità: presa in carico della coppia madre/bambino e realizzazione del gruppo genitori (sostegno alle famiglie, promozione di educazione genitoriale, competenza di ruolo e formazione psico-pedagogico. offrire spazi di ascolto e di occasioni di espressione per donne e famiglie. trasmissione di strumenti e tecniche per la costruzione di condizioni di benessere).
  • Lavoro di rete: collaborazione per le prese in carico con servizio sociale di base, N.P.I, Psichiatria adulti, Ser.T, Scuole di ogni ordine e grado.
  • Multiculturalità/interculturalità: attivazione di percorsi per gettare le basi per una pacifica convivenza e tolleranza tra più culture.
  1. Localizzazione e peculiarità strutturali

Servizi educativi minori attualmente in corso :

Educativa domiciliare, di comunità e diritti di visita attivati dai Servizi Sociali della Circoscrizione VIII di Torino , Accreditamento minori con Città di Torino per progetti territoriali  e Luoghi neutri  presso la sede del Margine di Via Eritrea 22 attivati dai servizi sociali della Circoscrizione II e III di Torino;  Educativa territoriale disabili CISA Rivoli, Educativa territoriale disabili Cisap Collegno-Grugliasco.

  1. Capacità di mettere in rete risorse interne ed esterne

La complessità delle situazioni familiari in carico, poiché sovente caratterizzate da multiproblematicità derivanti da una serie di deprivazioni sociali, culturali, relazionali e materiali evidenzia la necessità di aver un approccio educativo, che coinvolge e chiama in causa le diverse realtà presenti sul territorio. Il lavoro di rete tra gli operatori diventa un’esigenza operativa obbligatoria di fronte a problematiche complesse. Deve fondarsi su un’attivazione costante di continui passaggi di informazioni fornendo utili e dinamiche letture. L’interdisciplinarità e l’integrazione fra le diverse figure professionali garantiscono efficacia al processo. La famiglia in quest’ottica è soggetto dell’intervento, bambini e genitori hanno diritto di conoscere le decisioni che li riguardano e sono in grado, se messi nell’opportuna condizione, di contribuire positivamente a tale processo decisionale. L’equipe multidisciplinare può essere intesa come un gruppo variabile, composto da un nucleo operativo fisso in cui si inseriscono diverse altre figure in base alle problematiche trattate e ai diversi interventi concordati. La complessità delle situazioni familiari in carico, evidenzia la necessità di aver un approccio che chiami in causa le diverse realtà presenti sul territorio. Deve fondarsi su un’attivazione costante di continui passaggi di informazioni fornendo utili e dinamiche letture. L’interdisciplinarità e l’integrazione fra le diverse figure professionali garantiscono efficacia al processo.

  1. Approccio metodologico: come lavoriamo e come progettiamo (e secondo quali presupposti teorici)

Aspetti Teorici : L’intervento educativo rivolto ai minori e ai nuclei genitore – bambino sono improntati ad un approccio metodologico-relazionale multidimensionale sostenuto da un mandato di cura, protezione del legame tra il minore e il proprio sistema familiare e di aiuto agli adulti. Tutto ciò è mirato a sostenere e a facilitare il ri-appropriarsi delle necessarie e sufficienti competenze parentali e responsabilità genitoriali. Aspetti Metodologici/Organizzativi. L’intervento educativo domiciliare-territoriale si svolge nel contesto di vita, ovvero principalmente la casa del minore e il territorio dove vive quale luoghi privilegiati nell’ottica di promuovere il benessere del medesimo nel diritto a vivere con la propria famiglia. L’organizzazione si articola nelle seguente fasi: *segnalazione alla cooperativa mandataria nella figura del coordinatore *presentazione approfondita del caso e predisposizione del Progetto Educativo (disponibile anche in versione informatizzata) *la presa in carico individuale prevede riunioni fra gli operatori della rete, verifiche periodiche del progetto, conoscenza e avvicinamento alle risorse presenti sul territorio;

La struttura organizzativa della Cooperativa prevede: Responsabile di Area / Coordinatore-Referente del Servizio  / Supervisore specializzato / Educatori Professionali.

 

 

 

 

  1. Caratteristiche del progetto di servizio e livello di innovazione

  • La progettazione e gli interventi nei confronti dei minori disabili all’interno degli asili e delle scuole di ogni ordine e grado, vengono elaborati partendo dalle caratteristiche iniziali soggettive tenendo quindi presente le diverse tipologie di disabilità dei ragazzi/bambini da seguire. Si individuano le “potenzialità” presenti in riferimento alle quali prende forma il progetto educativo individualizzato che parte quindi dal presupposto di promuovere educazione e didattica su ciò che c’è e non su ciò che manca, infatti, l’ottica dell’INCLUSIONE valorizza le diversità adottando una piattaforma di valori coerenti all’interno dell’offerta formativa, richiamandosi ad un modello di progettazione incentrato sulla “cura educativa” nei confronti di tutti i soggetti e, in particolare, di quelli più fragili.
  • Il punto di forza dell’intervento educativo/assistenziale nasce dall’individuazione di personale altamente qualificato (Educatori, Psicologi, Oss) capace di lavorare in rete con la scuola, la famiglia, l’asl e i servizi sociali. L’intervento precoce già a partire dagli Asili Nido e l’opportunità del nostro personale di offrire la continuità attraverso i vari ordini di scuola, rappresenta un tassello fondamentale alla costruzione di un Progetto di Vita per i minori seguiti, lavorando insieme a tutti gli attori della rete.
  1. Localizzazione e peculiarità strutturali

Servizi educativi-assistenziali scolastici attualmente in corso con :

il CISA di Rivoli, Comune di Venaria, Comune di Santena, CISSA di Pianezza, Consorzio Collegno-Grugliasco. Da Gennaio 2018 con l’incorporazione della Società Cooperativa Allegro con Moto si sono aggiunti i Servizi per la Città di Torino di diversificazione educativa negli Asili Nido e Scuole dell’Infanzia cittadine, Il servizio per l’inserimento dei figli di detenute presso gli asili nido e le scuole dell’infanzia municipali di Torino,  i Cesm Cittadini, il Co.ge.sa di Asti e l’assistenza specialistica in molte Scuole Primarie, Secondarie di primo e secondo grado di Torino, Istituti Superiori.

Progetto “Superiamoci” presso l’Istituto Superiore Curie di Collegno.

I CESM :

sono laboratori educativi attrezzati per offrire agli alunni in situazione di handicap grave o gravissimo iscritti alle scuole primarie e secondarie di primo grado della città, attività integrative a quelle scolastiche. Sono condotti da personale specializzato in vari settori che lavorano su progetti concordati con la scuola con lo scopo di favorire l’autonomia e la comunicazione dei ragazzi. Il servizio è così suddiviso: C.E.S.M. Torino Via Cena 6 specializzato nell’assistenza educativa per minori autistici– C.E.S.M. Scuola assistenza educativa specialistica nelle scuole della Città di Torino

  1. Capacità di mettere in rete risorse interne ed esterne

Il raccordo con istituzioni scolastiche, servizi e territorio costituisce un fattore-chiave nella riuscita degli interventi in favore dei minori disabili nelle scuole; è quindi un aspetto da curare e a cui dedicare un congruo numero di ore lavorative e attenzione

Si realizza un confronto costante con neuropsichiatri, logopedisti, fisioterapisti, assistenti sociali, coinvolti nella rete di operatori che hanno in carico l’utente, attraverso riunioni di rete ed incontri individuali a cui partecipano educatori e referenti.

Coordinatore e referenti dei servizi, integrano le professionalità presenti all’interno della Cooperativa con professionisti esterni per realizzare progetti innovativi da rivolgere agli utenti (Supervisioni, laboratori artistico-musicale, Consulenze autismo).

  1. Approccio metodologico: come lavoriamo e come progettiamo (e secondo quali presupposti teorici)

La Cooperativa adotta da tempo la metodologia I.C.F. (Classificazione Internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute). In base all’I.C.F. il funzionamento e la disabilità della persona sono concepiti come una interazione complessa tra le condizioni di salute e i fattori contestuali, relativi al funzionamento reale e quotidiano del soggetto, che incidono sulla sua attività e partecipazione alla vita sociale. Il concetto di salute di riferimento non è più, esclusivamente, biomedico ma assume una dimensione psicosociale come stato di equilibrio fra la componente fisica, psicologica, relazionale, soggettiva e di integrazione sociale. L’utilizzo dell’I.C.F. aiuta i soggetti coinvolti nella definizione del profilo di funzionamento della persona, garantendo l’appropriatezza dell’intervento e facilitando la definizione di un progetto individualizzato.

Trattandosi di minori con EES (esigenze educative speciali) la risposta ai loro bisogni educativi assistenziali e formativi è molto diversa in base all’età, al tipo di disabilità, alle potenzialità, ai limiti, alle aspettative.

La filosofia del servizio si sintetizza nei seguenti punti: Formare, educare e non assistere / Empowerment e prevenzione / Inserimento nell’ambiente e suo utilizzo come risorsa / Rispetto delle scelte della famiglia e coinvolgimento della stessa nel percorso
educativo / Integrazione con la rete di intervento educativo (scuola, risorse territoriali, ASL) e cooperazione con le altre figure professionali che interagiscono con l’utente / Ruolo e professionalità dell’educatore-operatore.

La struttura organizzativa della Cooperativa prevede: Responsabile di Area / Coordinatore-Referente del Servizio  / Supervisore specializzato / Educatori/Psicologi /Oss.

La gestione del servizio prevede: predisposizione di progetti educativi in ICF, definendo strategie ed obiettivi specifici legati alla peculiarità del minore che vengono verificati a metà e a fine anno scolastico / incontri individuali e di équipe tra referente e personale educativo per il monitoraggio dell’andamento dei progetti / organizzazione di riunioni di rete per un confronto costante con gli altri specialisti e le famiglie / elaborazione di proposte progettuali innovative rivolte a scuole, utenti, famiglie in relazione alle criticità emerse nelle singole situazioni / programmazione di percorsi di formazione e aggiornamento periodici per referenti ed educatori.

 

  1. Caratteristiche del progetto di servizio e livello di innovazione

Il nostro progetto di mediazione alla comunicazione offre: il rispetto del progetto che i genitori hanno sul proprio bambino/ragazzo, compreso il rispetto della scelta linguistica della famiglia; figure qualificate, professionali, competenti e aggiornate, in possesso della laurea in scienze dell’educazione; l’inserimento dell’educatore in un lavoro di rete in cui tutti (genitori, insegnanti, logopedisti, neuropsichiatri ecc.) hanno gli stessi obiettivi; un progetto individualizzato, specifico per ogni bambino/ragazzo sordo. Metodologie aggiornate finalizzate al raggiungimento degli obiettivi concordati.

In questi anni la Cooperativa ha promosso progettualità innovative che hanno arricchito la nostra offerta educativa: sono state pubblicate tre favole (Pinocchio, i Tre Porcellini, Il Gatto Stivalato Edizione Arca) con i Marcatori Visivi (MA.VI.), nuova metodologia per aiutare la comprensione del testo di bambini e ragazzi sordi. Sono stati offerti gratuitamente laboratori presso la nostra sede, denominati Leggo, cresco e mi diverto! (finanziati dalla fondazione CRT) e presso il Salone del Libro, in collaborazione con AREA Onlus (2014/2015). Sono stati finanziati progetti di formazione di ex-allievi sordi, per i quali si sono sviluppati progetti lavorativi che hanno coinvolto i medesimi (MuseiLis, in collaborazione con il Museo del Risorgimento e Percorsi Enogastronomici) e che hanno visto il loro coinvolgimento in qualità di educatori di altri ragazzi sordi.

Nuove progettualità realizzate con utenti, famiglie e scuole:

Per i bambini/ragazzi:  Laboratori di fotografia e Laboratori teatrali

Per le famiglie Incontri mensili per favorire riflessioni e confronto di esperienze fra genitori di bambini e ragazzi sordi; Incontri di avviamento alla LIS rivolti ai genitori udenti di bambini sordi.

Per le scuole Incontri di formazione sulle modalità di intervento per allievi sordi; Laboratori in LIS per studenti sordi e udenti; Laboratori di lettura libri in LIS; Formazione LIS per gli insegnanti.

Servizi proposti ad enti privati, enti pubblici e privati: Servizio di interpretariato / Servizio di consulenza psicologica / Servizio di consulenza pedagogica / Servizio di interpretariato LIS / Servizio di consulenza alle famiglie sul tema della sordità / Servizio di babysitter specializzate sulla sordità / Organizzazione di gite di tipo culturale e visite a musei e/o mostre con guida segnante / Opportunità di usufruire di servizio di recupero scolastico

Formazione Corsi LIS rivolti a studenti universitari, educatori e persone interessate al mondo dei sordi: MODULO BASE: 70 ORE/MODULO INTERMEDIO: 70 ORE + 10 ORE ESPERIENZA FORMATIVA CULTURALE/MODULO AVANZATO: 70 ORE + 20 ORE ESPERENZA FORMATIVA CULTURALE/MODULO MEDIAZIONE AVANZATA: 70 ORE + 30 ORE ESPEREIENZA FORMATIVA CULTURALE.

Prestazioni offerte all’utenza, al di fuori del servizio educativo: E’ possibile richiedere sia l’attivazione del servizio educativo anche per utenza non rientrante negli aventi diritto, sia l’integrazione al servizio erogato con ulteriori ore.

  1. Localizzazione e peculiarità strutturali

La coop Il Margine è iscritta alla Sezione A del registro di accreditamento per i seguenti territori:

Comune di Torino; Consorzi di: Rivoli, Pianezza, Settimo Torinese, Gassino, Chieri, Moncalieri, Nichelino, Carmagnola, Ivrea, Susa, Caluso e Pinerolo; Comunità montane: Valli di Lanzo e del Pinerolinese.

Attualmente lavoriamo sui territori: Comune di Torino, Consorzio Cogesa di Asti, Unione dei Comuni Nord Est Torino, Asl TO3/Comune/Consorzio di Collegno, Asl CN 2 Alba-Bra.

A partire dal 2003 abbiamo lavorato con bambini e ragazzi sordi, dai 13 mesi fino ai 21 anni, portatori di impianto cocleare (attive le collaborazioni con le équipe degli Ospedali Martini, Molinette di Torino e con l’Ospedale di Circolo di Varese), protesi, oppure che utilizzano la Lingua dei Segni.

Gli interventi educativi sono realizzati in ambito scolastico e domiciliare/territoriale. La Cooperativa dispone di locali che possono essere utilizzati dagli educatori per le riunioni di équipe o per realizzare attività individuali e di gruppo con gli utenti seguiti.

Nell’arco degli anni è stata creata una biblioteca di testi e materiali che gli educatori possono consultare ed utilizzare per la realizzazione delle attività.

  1. Capacità di mettere in rete risorse interne ed esterne

Educatori e referenti della Cooperativa predispongono i progetti rivolti ai minori sordi, coinvolgendo insegnanti, associazioni ed enti pubblici e privati che possono offrire servizi, attività, sedi in cui realizzare le proposte pensate per i singoli utenti.

Si realizza un confronto costante con neuropsichiatri, logopedisti, fisioterapisti, assistenti sociali, coinvolti nella rete di operatori che hanno in carico l’utente, attraverso riunioni di rete ed incontri individuali a cui partecipano educatori e referenti.

Coordinatore e referenti dei servizi di mediazione, integrano le professionalità presenti all’interno della Cooperativa (guide museali, docenti LIS, disegnatori, interpreti, educatori con competenze teatrali, artistiche, musicali) con professionisti esterni per realizzare progetti innovativi da rivolgere agli utenti in carico ed ai privati.

  1. Approccio metodologico: come lavoriamo e come progettiamo (e secondo quali presupposti teorici)

Il nostro servizio di mediazione alla comunicazione si pone l’obiettivo generale di garantire alle persone sorde la più ampia sperimentazione delle possibilità comunicative ed espressive e delle capacità personali, al fine di favorire il massimo sviluppo delle potenzialità specifiche di ognuno, all’interno di un armonico sviluppo della persona nella sua globalità.

La filosofia del servizio si sintetizza nei seguenti punti: Formare, educare e non assistere / Empowerment e prevenzione, non supporto alla riabilitazione / La mediazione alla comunicazione come strumento e non come obiettivo / Inserimento nell’ambiente e suo utilizzo come risorsa / Rispetto delle scelte della famiglia e coinvolgimento della stessa nel percorso educativo / Integrazione con la rete di intervento educativo (scuola, risorse territoriali, ASL) e cooperazione con le altre figure professionali che interagiscono con l’utente / Ruolo e professionalità dell’educatore.

La struttura organizzativa della Cooperativa prevede: Responsabile di Area / Referente del Servizio Tecnico e Amministrativo / Supervisore specializzato sulla sordità / Educatori

La gestione del servizio prevede: predisposizione di progetti educativi in ICF, definendo strategie ed obiettivi specifici legati alla sordità che vengono verificati a metà e a fine anno scolastico / incontri individuali e di équipe tra referente e personale educativo per il monitoraggio dell’andamento dei progetti / organizzazione di riunioni di rete per un confronto costante con gli altri specialisti e le famiglie / elaborazione di proposte progettuali innovative rivolte a scuole, utenti, famiglie in relazione alle criticità emerse nelle singole situazioni / programmazione di percorsi di formazione e aggiornamento periodici per referenti ed educatori.

 

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