L’Orto che cura

L’Orto che cura, l’abbiamo immaginato e costruito mattone su mattone, a partire dal recupero di un’area storica di Collegno, che un tempo era l’azienda agricola che nutriva l’ospedale psichiatrico.

Quello che abbiamo adesso era impensabile soltanto pochi anni fa:

  • 3000 mq di terreno;
  • una serra riscaldata dove si fanno crescere le sementi, le piante grasse e aromatiche;
  • un semenzaio (realizzato con Leroy Merlin di Collegno);
  • uno spazio dedicato all’orto in cassoni (realizzati con AUT del Politecnico di Torino);
  • campi coltivati con verdure stagionali e altri appezzamenti ancora da coltivare.


A chi si rivolge e di cosa ci occupiamo

L’Orto che cura è un servizio riabilitativo della cooperativa sociale Il Margine di Torino e ci occupiamo prevalentemente di ragazzi autistici (minori ma anche più grandi). Il cuore del nostro intervento riabilitativo è la natura: ci serviamo delle potenzialità della natura e dell’agricoltura sociale per trattare i disturbi dello spettro autistico, utilizzando anche tutti i metodi specifici per l’autismo: ad esempio l’ABA, il TEACH…
Cerchiamo di far stare i ragazzi all’aperto più tempo possibile, con tutti i climi e in tutte le stagioni dell’anno, proprio per riattivare e potenziare le loro abilità. Ciascuno dei ragazzi seguiti all’Orto possiede un PEI (piano educativo individuale) all’interno del quale vengono individuati gli obiettivi specifici del suo progetto di vita. L’Orto, però, si occupa anche di adulti in situazioni di fragilità. In questo caso, il nostro intervento procede attraverso un lavoro di potenziamento delle competenze di base, in modo da facilitare il loro re-inserimento nel mondo del lavoro. Questo percorso di potenziamento riguarda sia le competenze trasversali sia quelle più specifiche legate al settore agricolo e vivaistico.

L’importanza dell’agricoltura sociale e della natura in un percorso riabilitativo
Tutti gli studi di settore confermano che il contatto con la natura fa stare meglio le persone autistiche. Qui all’Orto che cura, i ragazzi possono muoversi all’interno di un contesto ovattato e protetto dove è possibile stimolare in modo attivo le loro competenze sensoriali. Pensiamo ad esempio alle serre o ai campi che vengono coltivati. Durante il giorno, i ragazzi sono stimolati nel potenziamento delle loro abilità. Possono sperimentarsi in semplici attività di agricoltura sociale: dalla semina al prendersi cura di tutto il processo, fino a portare sulle nostre tavole le verdure che hanno coltivato.

 Sono davvero tante le abilità che riusciamo a sollecitare e a riattivare attraverso semplici lavori di agricoltura sociale:

  • la manualità fine
  • il senso di orientamento
  • l’autonomia personale
  • la socializzazione all’interno del gruppo di lavoro
  • il potenziamento delle abilità motorie
  • lo sviluppo delle competenze cognitive e sensoriali

I laboratori
Nel percorso formativo seguito dai ragazzi qui all’Orto che cura, sono anche previsti laboratori manuali e creativi, che ovviamente ruotano intorno al settore agricolo o vivaistico.

Tra i tanti che abbiamo attivato in questi anni, ricordiamo:

  • il laboratorio di restauro di vecchi arredi che vengono rigenerati per diventare complementi di arredo;
  • il laboratorio di kokedama e di creta;
  • il laboratorio di mantenimento delle attività di letto-scrittura.

Inoltre, per i nostri ospiti più piccoli, sono anche previste attività ludiche e laboratori dedicati, soprattutto in occasione delle feste più importanti (Natale, Carnevale, Pasqua, e altri appuntamenti legati all’alternarsi delle stagioni) che siamo soliti celebrare con una festa collettiva.

Lavorare in rete
Per dare forma al nostro orto, abbiamo investito risorse, acquisito nuovi saperi e, soprattutto, abbiamo imparato a intrecciare reti. Oggi possiamo dire con una certa soddisfazione che il nostro Orto che cura è anche al servizio del territorio. Negli anni abbiamo consolidato le nostre collaborazioni con il Comune di Collegno e con il Centro di residenza per la danza – Lavanderie a vapore. Recentemente abbiamo inaugurato una preziosa collaborazione con Leroy Merlin Collegno nell’ambito del progetto (RI)generiamo. Mentre con il team studentesco AUT del Politecnico di Torino abbiamo trasformato un’area del nostro giardino, realizzando strutture temporanee per la coltivazione, l’interazione e la condivisione sociale.

E oggi con Novacoop e altre 14 realtà del territorio collegnese partecipiamo al Bando Im.Patto dal quale nasce il progetto Im.patto Collegno Sostenibilità, Inclusione, Cibo, Comunità, Condivisione.

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