IL CONTEST DI FARFALLE IN TOUR
NASCITA DI UN PROGETTO
FARFALLE IN TOUR E PROGIREG

FARFALLE IN ToUr
Quando idee inclusive diventano anche NBS, soluzioni basate sulla natura all’interno di un grande progetto europeo
Ne parliamo con Laura Ribotta, ingegnere ambientale, responsabile di progetti Smart City del Comune di Torino 

È il 2016 quando la Città di Torino decide di partecipare a una Call europea per un progetto di Smart Cities & Communities. Solo 5 progetti, dei 45 presentati (15 in seconda fase), sono stati finanziati, e Torino è tra i vincitori del bando: grande soddisfazione, ma soprattutto una grande opportunità per sperimentarsi in tema di rigenerazione urbana green di aree post-industriali.

Inizia così l’avventura di ProGIreg, per il gruppo di lavoro di Laura Ribotta, cui farà seguito il fortunato incontro con l’esperienza di Farfalle in ToUr.

Letteralmente “ProGIreg” significa: Productive Green Infrastructure for post-industrial urban regeneration, ossia “Infrastrutture verdi produttive per la rigenerazione urbana postindustriale”. Il presupposto di partenza si spiega da solo: un futuro sostenibile ha bisogno di città sostenibili e, se è vero che l’urbanizzazione ha comportato la perdita di spazi verdi nelle città, con un impatto negativo su acqua, aria, suolo, biodiversità, salute umana e clima, occorre trovare soluzioni efficaci per rigenerare gli spazi urbani.

 

PROGIREG, IL PROGETTO

ProGIreg, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, prevede lo sviluppo di Living Lab, ossia di attività di ricerca sul campo e nella vita quotidiana, per sviluppare, testare e implementare soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solutions – NBS)

Il progetto, con scadenza 2023, prevede il coinvolgimento di quattro città: Dortmund (Germania), Zagabria (Croazia), Ningbo (Cina) e Torino, che, nello specifico con il quartiere Mirafiori, è l’unica città italiana in cui sono organizzati i Living Lab. Altre 4 città sono poi impegnate a replicare le soluzioni basate sulla natura, Cascais (Portogallo), Cluj-Napoca (Romania), Pireo (Grecia) e Zenica (Bosnia ed Erzegovina).

 

PARLANDO DI NATURE BASED SOLUTIONS – NBS

 Partiamo proprio dall’inizio: che cosa ha significato per Torino parlare di NBS?

Beh, parti dal presupposto che nessuno di noi sapeva esattamente che cosa significasse “soluzioni basate sulla natura”!
L’aspetto che ci sembrava particolarmente sfidante e nuovo era l’unione tra “natura” e il concetto di “soluzione”: ci veniva chiesto, cioè, di provare ad affrontare alcuni problemi della città, in particolare problemi sociali, in chiave verde.

Normalmente quando si parla di “verde” nelle aree urbane, la risposta più immediata è la creazione di aree destinate a ospitare nuovi alberi, nuove aiuole, senza attivare particolari connessioni con il tessuto sociale. Qualche esperimento di co-progettazione di aree verdi con i cittadini era stato fatto, ma certamente l’intenzione di partenza non era di risolvere un problema sociale attraverso una soluzione naturale.

Il mio primo passo, quindi, è stato capire che cosa si intendesse, a livello europeo, per NBS e poi cercare sul nostro territorio delle esperienze che rispondessero ai requisiti richiesti.

 

L’INCONTRO CON FARFALLE IN ToUr

E hai incontrato Farfalle in ToUr…

Incontro non casuale, visto che fin da bambina sono stata un’appassionata di farfalle! Mia mamma, per quarant’anni insegnante elementare, allevava bruchi in classe… ispirata dalle poesie di Gozzano e dalla didattica della scuola attiva sperimentata agli inizi degli anni 70 proprio a Mirafiori. Quindi è stato naturale, per me, pensare che le farfalle potessero essere una di quelle NBS richieste dal progetto europeo.

Da un articolo di giornale sono venuta a conoscenza di Farfalle in ToUr e ho preso contatti con alcuni operatori del vostra cooperativa Il Margine e con Simona Bonelli dell’Università di Torino. E a quel punto sono nate milioni di idee: prima di tutto la possibilità di potenziare Farfalle in ToUr facendolo rientrare all’interno della rete ProGIreg e rilanciando il tema delle borse lavoro per le persone seguite dalla cooperativa.

Poi abbiamo pensato che si poteva avviare il monitoraggio degli insetti impollinatori e per la prima volta le facoltà di Agraria e Biologia hanno collaborato insieme in questa direzione, Agraria sugli apoidei e Biologia sulle farfalle: i dati raccolti saranno assolutamente nuovi perché nessuno lo aveva mai fatto a Torino.

 

FARFALLE IN ToUr COME NBS

Rimane da esplorare l’aspetto più innovativo delle NBS previste da ProGIreg: in che modo si aggancia il progetto Farfalle in ToUr e l’ambito della rigenerazione urbana e sociale del quartiere Mirafiori?

Ecco, qui veniamo proprio alla parte più sfidante del progetto. Visto che siamo entrati nella Fase 2 post Covid, possiamo infatti tornare a ri-modulare le nostre attività in due realtà molto diverse tra loro: Casa Farinelli e la Casa del mondo unito.

Abbiamo previsto che tra giugno e luglio gli utenti della vostra cooperativa e quelli della cooperativa La Rondine potranno attivare il percorso di conoscenza sulle farfalle all’interno di Casa Farinelli, che offre ospitalità temporanea a nuclei fragili in emergenza abitativa. Casa Farinelli è un progetto della Città di Torino gestito dall’Associazione di promozione sociale Aics insieme alle cooperative sociali Terzo Tempo e Terra mia. Ospita molti bambini e proprio per questo abbiamo pensato che far incontrare la loro realtà con l’esperienza di Farfalle in ToUr potesse rivelarsi particolarmente interessante.

I bambini si dedicheranno all’allevamento dei bruchi e alla cura delle piante più adatte per nutrirli. Tra l’altro, grazie al contest che ci siamo inventati per dare fiato al progetto anche durante i mesi del lock-down, abbiamo già del materiale pronto da consegnare ai bambini: le card delle farfalle più diffuse a Torino. In questo modo sarà più facile spiegare ai bambini che, imparando a riconoscere le farfalle, potranno aiutarci a monitorarle, in ottica citizen-science.

Come si svilupperà, invece, il progetto all’interno della Casa del mondo?

Casa del mondo unito è un centro di accoglienza per rifugiati, gestito dalla cooperativa progetto tenda e cooperativa esserci. Il problema delle persone ospitate nel centro è sostanzialmente di inclusione e accettazione all’interno del quartiere: l’idea, quindi, è di provare a creare occasioni di incontro con gli abitanti del quartiere, proprio attraverso il percorso sulle farfalle. Attraverso i video che stiamo realizzando, i ragazzi potranno acquisire informazioni a distanza sulle farfalle e poi, direttamente in campo, si occuperanno della cattura dei lepidotteri con i retini per il bio-monitoraggio. 

 

RIGENERAZIONE URBANA E INCLUSIONE SOCIALE

Immagino che tenere insieme il filo dell’inclusione sociale e della rigenerazione urbana non sia stato così semplice in fase progettuale…

Affatto, anche perché iniziative come ProGIreg prevedono una progettazione complessa, molto diversa da quello cui siamo abituati a fare quando si parla di “soluzioni verdi” e riqualificazione urbana. Bisogna sempre tener presente il punto di arrivo e tenere il filo tra tutte le realtà coinvolte.

Quando abbiamo immaginato il coinvolgimento delle persone seguite dalla vostra cooperativa e dalla cooperativa La Rondine, abbiamo anche dovuto prevedere già in fase progettuale, dove avrebbero potuto essere coinvolte.

Oltre a Casa Farinelli e alla Casa del mondo unito, infatti, abbiamo previsto anche attività nelle scuole del quartiere Mirafiori, che, vista l’emergenza Covid, saranno posticipate a primavera 2021. E abbiamo previsto anche delle attività al Presidio Valletta di Via Farinelli dove sono presenti anziani malati di Alzheimer, anche queste rimandate al prossimo anno.

Ma c’è di più. Il filo che lega tutte queste esperienze si traduce nell’attenzione al nostro “bene comune”: ossia attivare esperienze di consapevolezza da parte dei cittadini nella cura del verde urbano. In futuro, a fronte di risorse sempre più ridotte, sarà sempre più necessario il contributo dei cittadini nella manutenzione delle aree verdi e, se queste ultime vengono vissute da cittadine come “proprie”, forse sarà più semplice innescare dei comportamenti virtuosi.

 

 

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